Istat: timida ripresa dei prezzi delle case, da Nomisma ottimismo con il freno a mano tirato

Ciao a tutti e ben tornati! Qui è sempre Elena che vi scrive!Oggi voglio parlarvi della: Timida ripresa dei prezzi delle case.

Nell’ultimo trimestre del 2016 qualcosa si è mosso sul fronte dei prezzi delle case. Almeno secondo l’Istat, secondo cui rispetto allo stesso periodo del 2015 c’è stato un lievissimo aumento delle quotazioni residenziali, pari al +0,1%. Seppur di appena un decimo di punto, si tratta della prima variazione positiva su base annua dal quarto trimestre 2011, fa notare l’Istituto di statistica.

Un dato però non del tutto ottimista, se si considera l’intero 2016: in questo caso i prezzi delle abitazioni sono diminuiti dello 0,7% rispetto al 2015. Sintesi di un calo dei prezzi dello 0,9% per le abitazioni nuove e dello 0,6% per quelle esistenti. Inoltre, rispetto alla media del 2010, nel 2016 i prezzi sono diminuiti del 14,6% con un calo del 2,3% per le abitazioni nuove e del -19,6% per le esistenti.

Il ridimensionamento del calo in media d’anno dei prezzi delle abitazioni si manifesta in presenza di una crescita alquanto sostenuta del numero degli immobili residenziali compravenduti (+18,9% l’incremento registrato per il 2016 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate). La variazione acquisita per il 2017 risulta pari a +0,1%.

Anche l’analisi dell’Osservatorio immobiliare di Nomisma, società indipendente che realizza attività di ricerca e consulenza economica per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni, a livello nazionale e internazionale, non è rosea.

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Un ottimismo con il freno a mano tirato quello di Nomisma, nel valutare i positivi dati del mattone italiano nel 2016 e nell’azzardare ipotesi per il 2017: e ciò a causa degli Npl, i non performing loans (prestiti non performanti, ossia attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori).

Se infatti è vero che lo scorso anno si è chiuso con compravendite residenziali in netta crescita e con investimenti immobiliari nel settore corporate per 9,1 miliardi, pari al 3.6% del totale europeo, è altrettanto vero che la ripresa in atto presenta tratti di fragilità. Almeno secondo l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2017 di Nomisma presentato di recente a Milano.

Nel settore casa, dopo le 528.865 transazioni residenziali dello scorso anno, per il 2017 Nomisma prevede che il numero totale salirà a 565.391, per arrivare a quota 584.523 nel 2018 e recuperare finalmente quota 600 mila (616.513 per l’esattezza) l’anno successivo. In parallelo dovrebbero crescere anche i mutui.

Dopo i 49,3 miliardi erogati lo scorso anno (valore stimato da Nomisma), le previsioni dell’Istituto di ricerca bolognese parlano di un totale di 52,1 miliardi nel 2017, cifra però non destinata a incrementarsi nel 2018, mentre per il 2019 il mercato potrebbe tornare a crescere, portandosi a quota 55 miliardi.

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Si ridimensiona inoltre la componente surroghe, scesa al 26,3% nel 2016 dopo il 28,4% del 2015.  Se fin qui tutto va bene, le preoccupazioni di Nomisma riguardano piuttosto “il brutale riprezzamento dei crediti” e con essi delle garanzie reali sottostanti, da cui potrebbe scaturire un impoverimento generale, quantomeno della componente di ricchezza immobiliare percepita.

La mole di Npl che ancora appesantiscono i bilanci bancari sono un serio rischio sistemico. Secondo le elaborazioni Nomisma su dati Bankitalia, i prestiti deteriorati sono arrivati a quasi 326 miliardi di euro (+274% rispetto al 2008) di cui 197 miliardi già annoverati tra le sofferenze. L’eccesso di offerta e la fragilità economica della domanda si riflettono soprattutto sui prezzi degli immobili che, a differenza delle transazioni, per ora restano al palo.

Nel 2016 le 13 maggiori città italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino, Venezia) hanno registrato un calo dell’1,5% per le abitazioni usate, del 2,3% per gli uffici, dell’1,6% per i negozi e del 4% per i capannoni.

Passando invece alle 13 città intermedie (Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno, Taranto, Trieste, Verona) si evidenzia un arretramento del 2% per le abitazioni usate, del 2,4% per gli uffici, dell’1,4% per i negozi e del 2,6% per i capannoni.

Su questa base le previsioni di Nomisma per il 2017 vedono prezzi ancora in flessione: dello 0,9% per le abitazioni nelle 13 grandi città, dell’1,5% per gli uffici e dello 0,9% per i negozi. Nel 2018 invece le variazioni, ancora in territorio negativo, dovrebbero comunque limitarsi all -0,2% per le abitazioni, -0,8% per gli uffici e -0,1% per i negozi.

Solo a partire dal 2019 si dovrebbe tornare su oscillazioni positive, +0,4% per le abitazioni e +0,5% per i negozi, mentre per gli uffici è previsto un ulteriore arretramento dello 0,2%.

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A presto, mi raccomando: continuate a seguirci! E, soprattutto, fateci sapere cosa ne pensate!

Noi siamo qui.

Un abbraccio virtuale a tutti.

Nicola & Elena

 

 

 

IL ROGITO

Ciao a tutti e ben tornati! Qui è sempre Elena che vi scrive! Oggi voglio parlarvi del: ROGITO

Dal vocabolario: Rogito = Atto pubblico redatto da un notaio

Guardando su internet non ho potuto fare a meno di notare che in molti hanno cercato questa parola “rogito” ed insieme ad essa, hanno fatto altre ricerche, come ad esempio:Rogito:cos’è? Quanto costa? Dove si fa? Cosa serve? E così via..

Ecco, io oggi vorrei spiegarvi di cosa si tratta, sempre in modo semplice!

Come già detto precedentemente e qui il vocabolario aiuta, il rogito è un atto pubblico che viene fatto da un notaio. E fin qui, credo sia chiaro a tutti! Ma andiamo oltre, questo atto pubblico serve per attestare il passaggio di proprietà del bene immobile da un soggetto “x” ad un altro “y”

 

È un contratto DEFINITIVO di compravendita.

IL ROGITO

 

 

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Ma questo contratto, di che parla?

Essenzialmente vengono specificate tutte quelle condizioni che il contratto impone affinché ci possa essere l’acquisto dell’immobile.

Dove, in che luogo si stipula l’atto?

L’atto o Rogito come dir si voglia, può essere sottoscritto, sempre in presenza di un notaio o nella sua sede, quindi studio notarile, o in banca qualora ci sia una pratica di mutuo in corso.

Che compito ha il notaio?

Il notaio, svolge una funzione molto importante, ovvero, è lui che si occupa di fare tutte le dovute verifiche sugli immobili prima che questi vengano ceduti ad altri.

Ad esempio deve verificare che sull’immobile (casa, box, capannone ecc) non ci siano ipoteche in atto, effettuando quindi certificazioni ipocatastali notarili * in generale affinché si possano escludere anche: pignoramenti, servitù o altri diritti dei terzi sul bene.

Ed inoltre ha tempo 20 giorni per registrare il rogito all’Agenzia delle Entrate e farlo trascrivere alla Conservatoria dei Registri Immobiliari (pratica che ormai viene svolta on-line).

*contiene dati relativi al proprietario dell’immobile e consente di predisporre tutta la documentazione prevista dal 2° comma dell’art. 567 del Codice di Procedura Civile – Legge 3 agosto 1998 n° 302 e successive modificazioni, per l’istanza di vendita nelle esecuzioni immobiliari. È a titolo probatorio.

La semplice visura catastale, invece, oltre a non essere così approfondita non è titolo probatorio.

Al momento del rogito, cosa bisogna portare?

Documento di identità VALIDO e codice fiscale (di entrambe le parti, comparatore e venditore) Documento che certifica lo stato civile. Per quanto riguarda, appunto, le visure, la planimetria catastale e i documenti di provenienza dell’immobile, il notaio ne dispone già, quindi, non è necessario fornirli.

Cosa deve contenere?

Innanzitutto l’effettivo valore di cessione dell’immobile;
Le indicazioni sulle modalità del pagamento, ovvero: assegno, bonifico, contanti;                                                       Se vi è stata attività di mediazione da parte di un agente immobiliare, quindi segnalando i dati identificativi di quest’ ultimo, insieme alle spese da lui sostenute per la mediazione.

 

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A chi spetta la scelta del notaio?

La scelta del notaio spetta alla parte acquirente, che può essere solo consigliata senza alcun tipo di obbligo dalla parte venditrice o dall’agenzia immobiliare. Ovviamente è più comodo andare dal notaio che ha già “in mano” tutta la documentazione (ad esempio vendita dal costruttore), ma ripeto NON E’ UN OBBLIGO.

A presto, mi raccomando: continuate a seguirci! E, soprattutto, fatemi sapere cosa ne pensate!

Noi siamo qui.

Un abbraccio virtuale a tutti.

Elena & Nicola

 

CERTIFICATO DI AGIBILITA’: E’ DAVVERO COSI’ FONDAMENTALE?

 

Ciao a tutti e ben tornati. Qui è sempre Elena che vi scrive! Oggi voglio parlavi di questo documento un po’ temuto da tutti: IL CERTIFICATO DI AGIBILITA’;

CERTIFICATO DI AGIBILITA'

Ebbene, questo documento è DAVVERO di importanza vitale nella vendita del vostro immobile, ora vi chiederete: perché?
Dunque, la mancanza di questa attestazione non vi farà vendere il vostro immobile, o meglio senza la sua presenza voi dichiarerete una cosa per un’altra e la responsabilità ricadrà su di voi.

Ora cercherò di essere più chiara facendovi un esempio più pratico, che esula dal campo immobiliare:
pensate di compare una moto, magari una “Avinton” che al posto di avere un motore S&S di 2.000 cc ha al suo interno il motore del “Ciao”, che se scendi e vai a piedi fai prima.

Capite ciò che sto cercando di dirvi?

Voi state vendendo un bene che all’apparenza è una cosa, ma nei fatti è ben altro!
E i responsabili siete proprio voi venditori, perché siete voi a dover reperire e “sbattervi” per andare alla ricerca di questo documento che non mi stancherò mai di dirlo è: INDISPENSABILE!!!!!

Ripetetelo insieme a me: IN | DI | SPEN | SA | BI | LE

E a dire che la responsabilità ricade sui voi venditori non sono IO personalmente, perché oggi mi gira così e non ho niente da fare, ma lo dice la CORTE DI CASSAZIONE;

 

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Ed inoltre il testo unico per l’edilizia Art. 24 D.P.R. 380/01 e le sue successive modifiche ed integrazioni indica che: il certificato di agibilità dell’abitazione è quel documento che garantisce che la casa è a norma di legge per quanto riguarda le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico.

DA CHI VIENE RILASCIATO?

Il certificato viene rilasciato dal Comune ove si trova l’immobile, per ottenerlo è necessario essere in regola sia con la documentazione, che con la situazione di fatto dell’immobile.

Per ottenere l’agibilità, è necessario che: tutti gli impianti di casa (luce, gas, acqua, ecc.) rispettino gli standard previsti dalla legge, ciò viene certificato dalle dichiarazioni di conformità rilasciate dalle imprese che hanno realizzato gli impianti stessi, in occasione della costruzione dell’edificio o dei successivi lavori di manutenzione. Per ogni intervento/ modifica è essenziale una nuova dichiarazione di conformità.

NOTA BENE:

– All’immobile deve essere anche allegato l’attestato di prestazione energetica (APE)* che specifica i consumi della relativa abitazione e senza la quale non può essere venduta o affittata. (*di questo ne parleremo prossimamente in modo più approfondito).

Quindi: una volta avviata la procedura al Comune, nei 10 giorni successivi esso vi indicherà il nome del responsabile del procedimento a cui fare riferimento per sapere lo stato della pratica.

Il Municipio può chiedere, entro 30 giorni, ulteriori chiarimenti, altrimenti vi rilascerà il certificato.
Qualora non dovesse dar risposta entro i canonici 30 giorni si applicherà la regola del “silenzio- assenso” e l’agibilità si considera rilasciata.

– Durante il procedimento, il Comune è tenuto a chiedere il parere all’Asl,ma può capitare che questo ritardi nel rilascio del nullaosta. Il richiedente, allora, può sostituire l’ok dell’Asl con una propria autocertificazione, ma in questo caso il silenzio assenso non scatterà più dopo 30 giorni, ma 60.

> PICCOLO ANEDDOTO <

Proprio qualche tempo fa sono arrivati da noi i Signori Bianchi (tipico cognome di fantasia, usato per privacy), i quali avevano iniziato a far le loro trattative senza l’aiuto di un mediatore. Entrati in ufficio, iniziano a rivolgere alcune domande al titolare (mio padre, Nicola Salerno), che ben contento, risponde in modo esaustivo ai loro dubbi e perplessità. Detto questo, viene posta a loro una domanda: “Signori Bianchi, voi siete certi di aver reperito TUTTA la documentazione necessaria alla vendita del vostro immobile?”

E così gli venne fatta una lista dei documenti FONDAMENTALI tra cui, l’ormai celebre: certificato di agibilità. Loro, un po’ basiti, in modo sincero risposero che non ne avevano neanche mai sentito nominare, e che tra le loro carte non figurava da nessuna parte. Dopo ulteriori spiegazioni sull’iter necessario alla reperibilità del documento, i coniugi se ne tornarono a casa ben contenti. All’incirca una settimana dopo, gli stessi, tornarono da noi per essere aiutati e seguiti fino in fondo alla loro pratica. Avevano capito che far da soli non era cosa per loro, e che quindi necessitavano di aiuto per non incorrere in pericoli e perdite di denaro.

Il documento non è stato pervenuto per tempo, perché non era stato MAI RICHIESTO ,quindi, il prezzo dell’immobile è stato oggetto di trattativa, calando anche notevolmente rispetto al prezzo inizialmente richiesto; Nonostante tutto, l’affare si è concluso con successo, sia per i venditori che per gli acquirenti, che sono riusciti ad avere la casa da loro tanto desiderata.

Tornando all’esempio della moto, io posso pure comprare ciò che all’apparenza è una “Avinton”, ma la pagherò come un “Ciao”; Come vedete, e spero io sia riuscita a spiegarmi al meglio, è un documento indispensabile se non volete perdere una quantitativo significativo di denaro.

Quindi: L’immobile in realtà E’ VENDIBILE (una grossa percentuale degli immobili in Italia non sono dotati di certificati di agibilità), ma il prezzo può essere oggetto di trattativa e di contenzioso, qualora l’acquirente ne venga a conoscenza anche dopo il rogito.

Ora voglio chiudere con due domande:

  • Voi sareste in grado di far tutto da soli, senza affidarvi ad una BUONA agenzia, che vi consigli e vi guidi come abbiamo fatto noi con i Signori Bianchi?
  • Siete certi che il vostro non rivolgervi ad un Agente Qualificato Esperto sia solo un costo, e non un guadagno?

 

MEDITATE! Siate sinceri con voi stessi! Aspetto le vostre risposte.

A presto, mi raccomando: continuate a seguirci! E, soprattutto, fatemi sapere cosa ne pensate!

Noi siamo qui.

Un abbraccio virtuale a tutti.

Elena & Nicola

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